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Rosato Sclocchi
Testi a cura di Diocleziano Giardini  maggiori info autore
Nasce a Pescina dei Marsi il 7 Dicembre 1828 da Tommaso e Carolina Sanbenedetto, proprietari terrieri. Giovinetto compì i primi studi presso il Parroco di S. Sebastiano (vicino Pescina). Il padre, visto il profitto negIi studi lo indirizzò presso i Gesuiti in L'Aquila dove insegnava il famoso P. Gandolfi; studiò con profitto, Umanità e Retorica. Successivamente si trasferì presso l'Università di Napoli dove si laureò in legge; contemporaneamente frequentò lo studio del grande giurista Giambattista Pica.Negli anni precedenti all'Unità d'Italia, si astenne dalla politica del tempo pur risiedendo nella borbonica Napoli. Morto il padre Tommaso, dovette far ritornò in Pescina, dove si occupò di amministrare il patrimonio di famiglia, e iniziò anche ad esercitare la professione di avvocato in cause civili e penali.
 
Costituitosi il Regno d'Italia, venne nominato Sindaco di Pescina,ma forse sconsigliato dallo zio Vincenzo Sclocchi, non accettò l'incarico.Nel 1877 venne eletto Consigliere e Deputato Provinciale, carica che mantenne fino al 1883; nel 1887 venne rieletto e resse l'incarico fino al 1889. Dal mese di Aprile al mese di Dicembre 1889, ricoprì incarichi anche nella Giunta Provinciale. Fu membro della Giunta Provinciale di Statistica dal 1887 al 19 10. Fu membro della Commissione di Vigilanza della Scuola di "Arti e Mestieri` dell'Aquila dal 1887 al 1910.
 
Durante il suo mandato nominò Direttore della suddetta il pittore Teofilo Patini e il Prof. Enrico Casti bibliotecario della biblioteca Provinciale. Fu membro dei Consiglio Provinciale Scolastico dal 1894 al 1903, nonché delegato scolastico del mandamento dell'Aquila. Fu nominato Regio Provveditorato agli Studi, e durante il suo mandato presenziò (con tale qualifica) alla inaugurazione ufficiale del Ginnasio di Avezzano. Fu inoltre membro di varie Accademie. Venne insignito da S.M. il Re d'Italia, della Croce di Cavaliere dei Santi Maurizio e Lazzaro. Nel 1887 fu tra i primi quaranta sottoscrittori della Costituzione della Società di Storìa Patnia degli Abruzzi in cui rìsulta Socio Fondatore in data 3 Febbraio 1888 con il n o di matricola 28. li 4 Novembre 1888 partecipò alla prima Assemblea Generale presieduta dal Conirri. Giuseppe Rivera, durante la quale venne ufficialmente costituita la "Società di Storia Patria degli Abruzzi" e venne fondato il primo Consiglio Direttivo che nominò Primo Presidente il Marchese Giulio Dragonetti.
 
Nel Settembre 1892, quale membro della Società di Storia Patria degli Abruzzi, intervenne al V° Congresso Nazionale di Storia in occasione del IV' centenario Colombiano, svoltosi a Genova e presieduto dal Comm. Paolo Boselli ministro della Pubblica Istruzione. Nel Settembre del 1893, dal 19 al 27, intervenne al VI' Congresso Storico Italiano in Roma sul tema: "Riconoscimento in Enti Morali delle Società di Storia Patria e sugli Archivi Provinciali". Il 14 Luglio 1902 collaborò con un saggio sul Bollettino della Società di Storia Patria in occasione del III Centenario della nascita del Cardinale GiuIio Raimondo Mazzarino (Pescina 14 Luglio 1602) con il titolo: "III° Centenario della nascita di Giulio Mazzarini 14 Luglio 1602". Nel 1905 intervenne al I' Congresso Storico Abruzzese in Chieti. Il 10 Agosto 1892 fu nominato Deputato della divenuta Regia Deputazione di Storia Patria degli Abruzzi.
 
Ebbe due mogli, la prima di nobile famiglia, D. Maria Jacobucci, che morì giovanissima (il 19 novembre 1870); la seconda, figlia di proprietari pescinesi, D. Luisa Pucci Sclocchi (morta in Pescina il 25 Ottobre 1912). Rosato Sclocchi morì alla invidiabile età di 85 anni il 26 Gennaio 1913 alle ore 6 del mattino nella sua abitazione in Piazza Duomo, al N° 16 in Pescina e venne tumulato nella Cappella cimiteriale della Madonna dei Rosaio, dove ancora oggi è possibile vederne la lapide che lo ricorda. Così vi è scritto:
 

ROSATVS SCLOCCHI
DOMO PISCINA
EQVES - MAVRITIANVS
IVRISCONSVLTVS -
SCIENTISSIMVS
QVI - FACTA - POPVLI - MARSI
A - PERVFTVSTA - AETATE - AD 
NOSTRAM
EGREGIO - VOLVMINE 
PERSECVTVS - EST
PIE - OBIT- VI - CAL - FEBR. - AN 
MCMXIII
AET-SVAE-LXXXV
MARIANVS IACOBUCCI 
POSVIT
 

In questa Epigrafe il nipote Mariano Jacobucci ribadisce i concetti principali della vita dello zio Rosato nato a Pescina. Cavaliere Mauriziano, Avvocato, scrittore di una "Storia dei Marsi", morto nelle seste calende del mese di Febbraio 1913" (che Corrisponde al 26 di Gennaio 1913) all'età di 85 anni.
La Regia Deputazione di Storia Patria degli Abruzzi lo commemorò nell'Assemblea Generale dei 9 Settenibre 1913 svoltasi in L'Aquila.
 
Rosato Sclocchi ebbe una vita piena di incarichi importanti e di lavoro nei vari tribunali. Ritiratosi dall'attività, si dedicò alle ricerche storiche. Ecco cosa scrive nella prefazione del 1° libro della storia dei Marsi:" In età grave , libero da uffici pubblici e da cure forensi io sentii il bisogno di confrontare la mia vecchiaia con altri studi, che valessero a sostenermi ancora in qualche servizio alla patria; e memorie che esatti critici chiamarono in guardia conreo le favole e gli anacronismi di quelle storie, nessuna delle quali si estende ai dì nostri, osai di intraprendere le emedazione almeno in parte, ed augurarmi vita lena bastanti anche al racconto dei fatti più a noi vicini".
 
Ed in quest'ottica divenne uno scrupoloso ricercatore spulciando notizie nel numerosi archivi frequentati: Biblioteca del Seminario Vescovile di Pescina, Archivio Capitolare Vescovile dei Marsi in Pescina, Archivio Comunale di Avezzano, Archivio Notarile di Avezzano, Archivio Comunale di Celano, Archivio Provinciale dell'Aquila, Archivio del Vaticano; e con lettura di manoscritti (ormai persi) dei pescinesi Giuseppe Melchiorre, Marino Tomassetti, Luigi Colantoni e altri in suo possesso; consultò numerosi autori antichi (Livio, Plinio, Ovidio. ecc.) e moderni (Leosini, Colucci, Antinori, Muratori, Brogi, Terra - Abrami, ecc.). Una ricerca quindi, scrupolosa che portò al tre volumi della---Storiadei Marsi dalle età più antiche al 1911(due volumi pubblicati postumi dai nipote Mariano Jacobucci).
 
Racchiuso nel suoi documenti, non si curò neanche degli errori di interpretazione e delle novità nelle ricerche Epigrafiche e Bibliografiche; ricerche che potevano essere migliori se avesse iniziato prima, negli anni della sua lucidità giovanile. Accennava spesso alla monografia su Pescina che non vide la luce, e andò persa con gli anni come tutto il suo patrimonio librario).
Tra le sue opere note risulta pregevole L'Elegia al Lago Fucino, dedicata all'antico Lago, che vide la fine proprio negli anni in cui visse. Elegie malinconiche, storiche che lasciano trasparire l'amore per il lago, l'amore per la propria terra e un leggero odio verso chi ha manomesso la natura secolare di quel luoghi; da esse traspare anche l'immagine del nuovo mondo, il benessere della terra che si contrappone alla misera della pesca.
 
Notizie di altre opere se ne hanno dalla prefazione del libro Il della Storia dei Marsi, nella quale il Dott. Luigi Paolucci annovera le seguenti opere: Le Elegie per il prosciugamento del lago Fucino, L'Inno al Marsi, Monografia su Mazzarino, Poesie di occasione, Conclusioni legali, Un parere sulle Opere Pie.
Dal libro di Rossana Reale Annali della tipografia Aquilana del XIX secolo- (edito dal l'amministrazi one provinciale dell'Aquila - 1987) si ha notizia di una -Ode Epitalamica" edita per i tipi dello Stab. Tip. Grossi - L'Aquila 1879 dal titolo Ainobili sposi Marchese Antonio Cappelli e Marchesa Antonietta Antonini.
 
Concludo nella speranza che si possano trovare altre testimonianze sulla vita e sulle opere di Rosato Sclocchi e che questo illustre personaggio abbi una parte preminente tra gli storici e uomini di cultura non solo a Pescina, ma dell'Abruzzo intero. E la memoria ci sia sempre fedele.

 Tratto dal giornale "La valle del Giovenco"
 
 
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