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Lamberto Moscardelli
Testi a cura di Diocleziano Giardini  maggiori info autore

Caricatura autografa realizzata da Lamberto Moscardelli
 
 
Caricatura autografa realizzata da Lamberto Moscardelli
 
 
Caricatura autografa realizzata da Lamberto Moscardelli
Il ”Signor carnevale”, ancor oggi a distanza di anni sistematicamente si parla di lui nelle classiche ricorrenze carnevalesche. Nell’immaginario collettivo è rimasto vivo il ricordo dell’uomo, che in fondo ha inventato il carnevale a Pescina e nella Marsica. Un po’ meno è il ricordo dell’artista, in fondo poco conosciuto e poco apprezzato, sia dalla critica e sia dal grande pubblico. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di conoscere le sue opere, rimane ancor oggi affascinato da quell’artista poliedrico e versatile, a vent’anni dalla sua morte vogliamo ricordarlo e proporre una nuova lettura dell’uomo e dell’artista.
 
Altidoro Lamberto Moscardelli nacque a Pescina il 13 marzo 1912 da Maurizio e Zemira Petrucci. I Moscardelli, provenienti dall’alto Aquilano, si erano stabiliti a Pescina già con Antonio ”Baffone”, nonno di Lamberto, un omaccione bonario con baffi lunghissimi che apri un’osteria e sposò Domenica Delfini dalla quale ebbe tre figli: Maurizio, Francesco ed Alessandro. Francesco si distinse come soldato tanto da raggiungere il grado di Tenente e conseguire una medaglia d’argento al valore, morî giovanissimo. Alessandro non prese moglie e rimase in famiglia. Maurizio si distinse in politica diventando Podestà di Pescina, sposà Zemira e dalla loro unione nacque Altidoro Lamberto. Lamberto acquisì tutti i privilegi del figlio del Podestà benessere, educazione, istruzione e conoscenze. Suo Padrino fu quel gran giurista pescinese, il notaio Serafino Macarone, il quale volle aggiungere come secondo nome Altidoro. 
 
Fu avviato giovinetto agli studi; consegui il 5’ Ginnasio e frequentò l’Accademia Inglese a Roma. Acquisì subito la maestria del disegno ed appena ventiduenne vinse un premio di pittura a Roma Fin da giovane inizia il suo barcamenarsi tra la vita di tutti i giorni e l’essere un artista, questo continuo conflitto ha condizionato tutta la sua vita, i rapporti interpersonali, la famiglia, la memoria. Sposatosi con Amelia Gentile (morta da poco tempo), dalla quale ebbe due figli Francesco e Gabriella, cercò di conciliare il lavoro della conceria, l’amore per la famiglia e la passione per l’arte. Non sempre seppe tenere in primo piano il lavoro o la famiglia, il suo essere artista sopravvaricava tutto e gli facevano trascurare il resto. Questo pregio o difetto ha tatto di lui il personaggio poliedrico che molti di noi ricordano sempre al centro di tutto cià che significasse cultura, spettacolo, arte. 
 
La sua attività artistica si snodò in molte sfaccettature dalla pittura alla caricatura, dall'allestimento dei sepolcri all’organizzazione del gruppo ”folcloristico”, dall’ideazione e realizzazione del Carnevale pescinese alla collaborazione con il giornale ” il Tempo ”, dai bozzetti alle decorazioni, all’ideazione e realizzazione del Presepe Vivente. Fu uno degli artefici della riscoperta morale e storica, del Cardinale Giulio Raimondo Mazzarino che portò alla costruzione della Casa Museo Mazzarino di Pescina; inoltre pubblicò stampandolo in proprio un libro dal titolo ”Tipi e figure”, caricature di personaggi pescinesi con note satiriche di Alberto Percossi. Molte persone anziane ricordano certamente Lamberto aggirarsi nelle stradine del centro storico alla ricerca di scorci, di personaggi, di situazioni particolari; fermarsi spesso a contemplare i vecchi seduti sull’uscio delle loro case e tirare poi fuori una matita ed un foglietto e lì di botto un ”ritratto”. Avrà fatto centinaia di ritratti”molti dei quali sono ancora in possesso della famiglia, altri sono irreperibili. In poche parole Lamberto fu l’anima del risveglio culturale di Pescina e dei pescinesi. 
 
L’opera artistica di Lamberto si può riassumere in Carnevali, Presepi, Coro e Gruppo Folcloristico, Sepolcri, Libri, Giornali, Bozzetti, Caricature, Decorazioni; Tele. Sfilate: 1942, festa dell’Abissinia. 1954, carro allegorico per il Coro folcloristico che partecipa a Foggia ad un raduno e consegue il 2° posto. 1956, corsa degli asini per la festa di S. Antonio. 1957, è l’anno del 1° carnevale pescinese che caratterizza per molto tempo l’opera di Lamberto, lo realizza ininterrottamente, sempre con il filone storico – satirico fino al 1975 compreso. 1972, presepe vivente. 1973, presepe vivente. Coro e gruppo folcloristico: 1954, partecipazione al raduno di Foggia e conseguimento del 2’ posto. 1955, partecipazione al raduno di Pescasseroli per la festa della montagna. Sepolcri: 1957, Grande e sontuoso nella chiesa di S. Maria delle Grazie in Pescina. Libri: 1955, ”Tipi e figure”’ con testi di Alberto Percossi. Bozzetti: 1961, bozzetto per la nuova bara in vetro e metallo di S. Berardo. 1970, bozzetto per il Museo Mazzarino. Giornali: Corrispondente per molti anni della pagina locale de ”Il Tempo”. Caricature: Fino dalle sue prime apparizioni pittoriche si hanno notizie di caricature dei personaggi locali, nazionali ed internazionali. 
 
Decorazioni: Affreschi presso la casa di Giuseppe D’Amore in Pescina. Affreschi presso la casa Moscardelli in Pescina. Tele: Numerosi paesaggi, nature morte e ritratti. (opere e notizie potrebbero essere incomplete per la della loro irreperibilità) Un uomo ed artista di notevole spessore, che a mio avviso, andrebbe rivalutato e capito per fare un servigio alle nuove generazioni. Fissando i suoi disegni” i suoi quadri, le sue caricature, le sue immagini viene subito voglia di fare qualcosa per ricompensare quell’uomo che è stato capace di dare tantissime emozioni. Chiudo con una poesia che allora dedicai al grande artista pescinese.
 

A Lamberto di Diocleziano Giardini
  
Pensarti all’improvviso
Signor carnevale, è arduo
la tua arte, immensa
la tua vita, un romanzo
si tù,
”Uno su cento”
hai lasciato il segno
nei nostri ricordi
come ricompensarti
Eppure tu con la tua
”Ebbrezza della metamorfosi”
hai posato
”Sopra a tutto
un tocco magico”.
I tuoi quadri
i tuoi bozzetti
i tuoi pensieri.
Le tue caricature
i tuoi carnevali
i tuoi presepi
i tuoi umorismi.
Tutto emanava
il tuo essere artista
ora a noi il dovere
di ricordarti.

 
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