Home Page del Comune Clicca per approfondimenti

Clicca per visualizzare la guida alla navigazione
 
 

TERRITORIO

 

in evidenza

 

Risorse

 

 
Sei in: - STORIA - Rocca Vecchia

Rocca Vecchia
Testi a cura di Diocleziano Giardini  maggiori info autore
Scorcio del centro storico prima del Terrenoto
 
La torre
Nel VII’ sec. a. C. nelle nostre zone all’arrivo dei gruppi Umbro-Sabellici, l’unione con gli indigeni diede origine al popolo dei Marsi. Questo evento cambiò gli usi e la vita delle nostre genti, che da semplici contadini, coltivatori e pescatori divennero abili e astuti guerrieri tanto che successivamente si espansero ed ostacolarono persino il cammino del grande Impero Romano.
Nei secoli successivi, VI,V,IV a.C., si formarono nella Marsica le cinte fortificate di oppida. Esse erano di cinque tipi, con diverse caratteristiche e diversa collocazione e una di queste era Arx-Antiqua (Rocca Vecchia), centro di IV tipo, situata al di sopra dell’attuale castello di Pescina, in parte alla pineta e parte verso il monte Parasano.
 
Con una superficie di 18 ettari. (Le caratteristiche dei centri di IV tipo sono: pianta romboidale, con presenza di angoli o rientranze nella cinta muraria, due o tre porte, cisterne alla sommità o in basso, terrazzamenti interni, circonferenza dai 1000 ai 2000 metri; caratteristica di questo tipo inoltre e che può racchiudere in esso anche due colli). 
 
La cinta muraria di grosse proporzioni era formata da massi enormi, incastonati tra di loro senza malta. La porta principale era posta ad ovest, verso il monte Parasano, aveva una lunghezza di circa 3 metri ed era carrozzabile; ancora oggi è ben visibile. Le porte laterali, avevano una larghezza dai 2,90 ai 3,20 m. ed erano poste .-. diagonale rispetto alle mura. All’interno della cinta muraria vi erano due colli, una serie di terrazzamenti a discendere dal basso verso 1’alto, una torre -; forma pentagonale posta quasi al centro, abita sia come abitazione e sia come avvistamento. 
 
Ancora oggi sono visibili parte delle fondamenta. Altre torri di avvistamento erano al i fuori della cinta muraria, una verso il monte Parasano, un’altra era 1’attuale torre successivamente riattata a castello. Per completezza di giudizio, possiamo affermare che essendo così fortificata ed estesa per 18 ettari e con la sua posizione strategica Arx-Antiqua era senza ombra di dubbio una delle maggiori e più importanti ”Città” dei Marsi. 
 
Il Prof. Giuseppe Grossi in: ”L’assetto storico - urbanistico del territorio del fucino nel periodo Italico (VII-III secolo a.C.), da ”Profili di archeologia Marsicana” di W. Cianciusi, U. Irti, G.Grossi; Rotary Club-Avezzano 1980, così riporta pag 141: ”Quanto a ”Plestinia”, riteniamo che anche questa fosse situata nella valle, precismante all’imbocco della stessa, in località ”Rocca Vecchia” di Pescina. Posto sull’altura che sovrasta la gola, al di sopra del Castello medioevale di Pescina, l"Oppidum" di Rocca Vecchia, con la sua estensione di ben 18 ettari, e la complessità delle sue strutture difensive, potrebbe identificarsi con la ”Plaestinia” del 302 a.C. Dissentiamo invece da coloro che vedono in questo ”oppidum”, con tracce di strutture abitative nell’interno, il vecchio sito di ”Marruvium”, anteriore alla guerra sociale, perché in tal caso sarebbe stato sicuramente citato in occasione della guerra del 302, per la sua stessa posizione all’imbocco della valle. I Romani, d’altra parte, non avrebbero potuto prendere ”Milionia”, che sbarrava loro il passo lungo la valle, se non dopo aver preso l "oppidum" di Rocca Vecchia, anche per evitare di lasciarsi alle spalle una simile struttura fortificata ed il pericolo di rimanere imbottigliati nell’interno  della valle”. 
 
Possiamo associarci a questa interpretazione del Prof. G.Grossi e proporre un’altra sicura prova. Marco Glabrione nel suo viaggio nella Marsica nel 755 a.U.C. (o I sec. d.C.) al tempo dell’Imperatore Augusto, nel suo diario scrive di un viaggio a Marruvio invitato da Poppedio Silone Junior a trascorrere qualche giorno nella sua casa. Descrivendo 1’arrivo scrive: ”Davanti a noi e a mezza intravediamo il Fanum Circis e, piu oltre, il piccolo abitato di Cerfenia. Scendendo con gli occhi lungo il bordo del Fucino e spostando lo sguardo verso oriente, ’scorgiamo il grande agglomerato di Marruvio, la metropoli Marsa, e poi mano a mano a giro, Ortigia, le  rovine di Archippe, Transaquas e infine dietro di noi l’Oppido di Angitia. 
 
Sfuggono alla vista la Civitas Antina, nella valle del Lirus amnis, dietro la montagna del Lucus Angitiae, e gli Oppidi di Plestinia, Milonia e Fresilia sulla montagna Marsa ed oltre gli alti colli in Capite Sari (alle sorgenti del Sangro quando, come s’inizia a chiamare il Saro), fra il Peschius Seroli giù giù fino verso Aufidena, terra questa al di fuori del territorio Marso ”(L. Mammarella-La vita in Abruzzo al tempo di Roma-Edit. A. Polla 1979). Quindi se Glabrione cita Peschius Seroli, Plestinia non può essere come molti storici asseriscono Pescasseroli, ma trovandosi sulla Montagna Marsa, altri non può essere che l’oppidum di Rocca Vecchia.
 
In conclusione citiamo altre due autorevoli fonti bibliografiche. Rosato Sclocchi, illustre scrittore pescinese, nel suo libro ”Storia dei Marsi” Vol. Il, Pag. 27-28; scrive che alla voce Aex o Arx di cui si parla nella Tabula 6 dell’Italie Situs di Tolomeo Claudio, corrisponda la cinta di mura imponenti dell’oppida di Rocca Vecchia. Luigi Colantoni, illustre scrittore pescinese, in una cartina del suo libro ”Storia dei Marsi” annota una Arxantiqua nel sito dell’oppida Rocca Vecchia.
 
Sei in: - STORIA - Rocca Vecchia

Territorio

 
 


Team sviluppatori
| Grafica e Redazione | Copyright